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Ha scelto il venerdì 27 HAHA, giorno dell’ OCCULTAMENTO DI ALFRED JARRY (festa Suprema Prima seconda) dell’anno 137 dell’ Era Patafisica per altrettanto occultare se stessa. Come per puntualizare che l’estrazione era proprio quella…

Quella di una "scienziata" del linguaggio che traeva ispirazione direttamente dalla sorgente e che sapeva lasciarsi guidare dai flussi superiori, dalle sfere piu alte, dove lo spirito si materializza in suoni che il poeta trascrive in parole.

Nel Collage de ‘Pataphysique, il nostro Istituto, che non ha ierarchia,

ALDA MERINI era Vate Diluitrice di Salamandriche e Mandragoriche Voci.

Per la mostra di Villaverla (VI) "Queneau 1903 - 2003" che rendeva un triplice omaggio a Raymond Queneau, Enrico Baj e André Blavier, scrisse una poesia dove ricordava Enrico Baj, l’Imperatore Analogico del Institutum Pataphysicum Mediolanense, al quale era molto legata.

Io ora li immagino confabulando, li vedo intavolare lunghissimi discorsi sulla poesia e la pittura.

caro Baj

Il tuo cuore era una grande piscina

dove noi poeti ci tuffavamo allegri

certi del tuo ristoro.

Anfitrione generoso e gaio,

la tua famiglia è un canto

per tutte le religioni.

A. Merini

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con Enrico Baj

I suoi fratelli patafisici del Collage de ‘Pataphysique la ricordano anche in silenzio. Alcuni hanno voluto accompagnare la sua Fuga d’Ablou con delle parole.

Tania Lorandi, Elevatrice dei Poliedri Caduchi (Virtuosa)
Hunyadi 29 HaHa
Marea Terrestre 137 E.P.

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Dimostrava la sua grande libertà anche nei confronti dei suoi amici…

Una di queste ultime mattine mi ha svegliato per raccontarmi il sogno che aveva appena fatto, complicatissimo tra l’altro; ad un certo punto, probabilmente già in preda alla stanchezza mi ha detto:

"Vai avanti tu a decifrare il sogno che io continuo a dormire".

Mi delegava il suo sogno…

L’ultima volta che l’ho sentita mi disse: "Caro Alberto, La Merini se ne sta andando"

Era lucida e cosciente di tutto!

 

Alberto Casiraghi,
Omeoarca in Parole Rotifere e Soggetti Musicali

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con Alberto Casiraghi

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Il 31 ottobre di una decina di anni fa molti amici erano convenuti a Vergiate per festeggiare il compleanno di Enrico Baj. Tra i convenuti c’erano Alda Merini e Dino Messina che ogni giorno apriva le pagine culturali del "Corriere della Sera" con i versi di un poeta. Per tale motivo a un certo punto comunicò di dover lasciare la compagnia; doveva infatti tornare in redazione a Milano per cercare una lirica da pubblicare per il giorno dopo. A quella notizia un coro si levò unanime: "Ma abbiamo qui Alda Merini!" E lei non si scompose. "Scrivi!", mi intimò, improvvisando tutto d’un fiato gli splendidi versi che la gente potè leggere l’indomani.

Luciano Caprile, Papatrarca Alchitriade del Viduto

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La prima volta che telefonai ad Alda Merini finsi di essere un idraulico perché Casiraghi (Pulcinoelefante) mi aveva informato di certe perdite d’acqua nel suo appartamento e della sua passione-odio per gli artigiani che non si trovavano mai. Alla fine del dialogo la invitai a Pomponesco per una giornata ‘Patafisica confermando che Baj l’avrebbe nominata Satrapessa. Si presentò l’8 settembre 2001, giornata limpida e calda, in cappotto pesante. Prima del pranzo, al tavolo di un caffè sotto il portico della piazza, lesse al microfono alcuni suoi versi che andarono a conficcarsi nell’aria. Nonostante la moltitudine di persone si fece un profondo silenzio e tutto ascoltava quella voce di fango e oro, di angosciosa gioia e anime alla deriva. La incontrai ancora ai Navigli sotto casa sua, doveva essere un buon momento poiché rimanemmo a parlare a lungo. A Casiraghi, al quale lei telefonava quotidianamente, chiedevo spesso del suo stato di salute. Quasi sempre mi diceva che non stava bene, ma aveva tutta l’aria di essere un modo di dire. L’ultima volta disse che era molto peggiorata. Ma come credergli? Buon viaggio, Alda!

Afro Somenzari, Dinomaturgo Dissolutore degli Stuzzicadenti

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Qualcuno ha fermato il mio viaggio,

senza nessuna carità di suono.

Ma anche distesa per terra

io canto ora per te

le mie canzoni d’amore."

Vorrei che fosse così chiaro il nostro saluto alla Merini, fatto con le sue stesse parole. Un modo per ricordare a tutti quanto amore covasse in lei, e quanto ingrato sia stato questo paese neppure una volta all’altezza della sua grandezza.

Pasko Simone, Trasquartore Ofiofilo di Parole Arate

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GRAZIE ALDA

                    Sei stata una nuvola,

posata sul nulla

al di là del niente.

Sei stata suoni nel tempo,

amori fantasma

e smanie del cuore.

Sei stata pensieri silenziosi,

ombre dell’anima

a lettere mobili.

 

Grazie Alda

Enrico Tavernini, Corifeo Consultivo Assiometro delle Circonferenze

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Vorrei fotocopiarti l’anima

Sandro Omassi, Esploratore Settinsulare dei Valletti Antropomorfi

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Pensieri parole opere e ammissioni.

Parole che pensano

inciampano e si rialzano.

Parole che danno forma al mondo

e poi annichiliscono.

Per lei, per noi, per i poeti

che balbettano insoliti alfabeti

a descrivere universi

o cortocircuiti in versi.

E nel tempo del silenzio tra le frasi ritrovare

lo spazio per riuscire a respirare.

Cecilia Guastaroba, Dogaressa Allopatica Cibernutica dei Filatici

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Un piccolo invito al domani chi viene verrà, ad alda by fede

Federico Mazzoli, Pellegrino Questuante dei Conciatetti

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La Merini è morta.

Naturalmente, per me, vorrei che nessuno mi

ricordasse, al limite che dicesse che sono crepato.

La punta di diamante della mia invidia

è la dissoluzione nel terreno, il viaggio

interstellare a cui saranno sottoposti

i suoi atomi attraversando corpi e materie,

fuochi e acque, tutte le morti e tutte le vite.

Ciao Alda, ciao Renato.

Renato Piedimonte, Oceanodiologo Cultore di Canèfore e di Gesta Scritte

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ALDA

Se lasci cadere una foglia

Ricorda di togliere la farfallina dalla busta

e di liberarla al tramonto.

Scoprirai tarme a punto per bachi bambini.

Sua Regina e poi una parola che vola in aria.

Così Alda ritroverà un nucleofilo da attaccare

Mostrando a tutti le formule di risonanza.

Stefano Marinucci, Arrotino Ciclista per Avvertiginosi Travesti Letterari

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Alda cara,

il nostro primo incontro è stato ad una mostra di Enrico Baj a Milano,

poi, grazie ad Alberto Casiraghy, abbiamo realizzato insieme uno di quei preziosi

libricini delle Edizioni Pulcinoelefante…

Ti abbraccio

Gretel Fehr, Melusinista Legante in Coste e Lampe Ripe

 

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Alda Merini                                                                            Gretel Fehr

BUON ANNO PATAFISICO!

Patatorta Oggi, martedì 8 settembre e.v. (era volgare), è domenica Primo Assoluto 137 E.P. (Era Patafisica). Auguro a tutti un felice 137 E.P!

chepatanotiziaL’8 settembre 2009, primo giorno dell’anno Patafisico 137 E.P., il “Collage de ‘Pataphysique” festeggia 20 anni! Questi verranno ripercorsi passo dopo passo con i documenti d’archivio conservati da The Big Bosse de Nage, il Rettore Immaginifico di questo Istituto Indipendente e Autonomo che ha sede a Sovere nella provincia di Bergamo.Visita il sito collagedepataphysique.wordpress.com per leggere tutta la storia!